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Realizzare un più ‘luminoso’ acceleratore di particelle al CERN conviene alla società

infografica

L’analisi costi benefici del prof. Massimo Florio presentata al Comitato USA sul futuro della fisica delle alte energie

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Cos’hanno in comune il Duomo di Milano e un acceleratore di particelle del CERN? La risposta non è delle più intuitive, ma è assai semplice: entrambi si fondano su benefici sociali sostenibili nel lungo periodo.

Costruire la cattedrale della città meneghina ha generato innovazione tecnologica e richiesto secoli di lavoro, pertanto il suo valore si misura compiutamente nei secoli, attraverso gli effetti perduranti che ha generato e continua a generare tutt’ora per la comunità.

Similmente, l’investimento in infrastrutture scientifiche e tecnologiche come quelle presenti al CERN va considerato come un modo per la l’Europa per progettare e costruire una catena del valore capace di generare effetti positivi nel lungo periodo. 

L’analisi costi benefici che alcuni docenti del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Milano hanno condotto insieme a colleghi del Dipartimento di Fisica,  su invito della direttrice del CERN Fabiola Gianotti, è stato presentato al comitato della statunitense Academy of Sciences. Il comitato   deve formulare le raccomandazioni strategiche al Congresso ed include  i premi Nobel Barry Barish (onde gravitazionali) e David Gross (teoria delle interazioni forti) e si prefigge esattamente questo obiettivo, ovvero individuare quale sia la sostenibilità dell’investire risorse pubbliche in nuove infrastrutture di ricerca, nella consapevolezza che i risultati attesi spesso richiedono decenni per avere un impatto sociale.

“In base alle stime che abbiamo elaborato, la probabilità che un nuovo acceleratore al CERN generi effetti positivi per la società è del 94%”, ha dichiarato il prof. Massimo Florio, già professore del Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi di Milano, curatore dell’analisi. 

Un ritorno positivo ci sarà certamente, insomma, e migliaia di cittadini interpellati per l’indagine si dichiarano disposti a sostenerlo con le proprie tasse, forse più di quanto la politica sembra avere il coraggio di chiedere. 

I risultati dell’analisi hanno riscosso indiscusso interesse. L’utilità per l’umanità di investire nella scienza è qualcosa di tanto prezioso da richiedere di essere condiviso e comunicato il più possibile.